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Posts Tagged ‘lavoro’

Sento il bisogno di scrivere delle povere donne morte nel crollo della palazzina a Barletta. Con qualche giorno di ritardo perché il tempo non c’è mai, ma voglio dire comunque la mia perché in un solo fatto di cronaca sono racchiusi molti dei problemi della nostra realtà italiana. (altro…)

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Definirei gli ultimi mesi di notizie politiche italiane solo in questo modo! E’ avvilente ciò che si sente in questi giorni in cui credo abbiamo raggiunto il picco infimo della storia della Repubblica. Viene fuori una fotografia della nazione disastrata, una democrazia tenuta insieme con lo sputo.
Ritorna l’ombra di Tangentopoli… Come volevasi dimostrare non è servito a nulla (altro…)

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Seconda puntata dei colloqui più pazzi del mondo.

Oggi squilla il telefono. Numero sconosciuto, che già presagisce noie di solito. E la conversazione va pressapoco così:
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Mi sono sentita dire questo all’ultimo colloquio che ho fatto, che significa: troppo qualificata per l’attività!

La gente che vive nel vecchio mondo pre-contratti precari, vive davvero su un altro pianeta! E’ convinta che basta avere un buon curriculum, con un percorso di studi fuori dall’ordinario, con una sufficientemente lunga esperienza in un campo, perché le aziende ti vedano interessante e  appetitoso. (altro…)

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ATTENZIONE: post lungo e incazzato! Non somministrar(se)lo in unica dose!

Quando furono istituiti i contratti cosiddetti “flessibili”, che si parli dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) oppure dei sostituti, i contratti di collaborazione a progetto (co.co.pro.) pensai che sarebbero stati utili a far entrare nell’ingessato mondo del lavoro italiano le nuove leve che non riuscivano a trovare una collocazione dato che tutti gli slots erano presi da anni dai loro genitori (e nonni in qualche caso) che non li avrebbero lasciati se non dopo qualche altro decennio. (altro…)

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Ho letto su uno dei milioni di siti dispensatori di rassicurazioni, tranquillità e infiniti consigli per partecipare pronti e preparati alle varie procedure di selezione del personale che si trovano su Internet, che da un’inchiesta di non ricordo chi sulla società italiana, risulta che in questo periodo storico (leggi: dagli anni 80 in poi) la fascia degli italiani più infelici è quella dei trentenni. Sentendomi chiamata in causa dalla questione, vorrei, una volta tanto illustrarla dal punto di vista di una degli interessati. (altro…)

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